{"id":198,"date":"2026-01-01T16:10:31","date_gmt":"2026-01-01T16:10:31","guid":{"rendered":"https:\/\/counselingsomatico.it\/?p=198"},"modified":"2026-01-30T14:04:35","modified_gmt":"2026-01-30T14:04:35","slug":"nominare-per-cambiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/counselingsomatico.it\/index.php\/2026\/01\/01\/nominare-per-cambiare\/","title":{"rendered":"Nominare per cambiare"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ideale, in un certo senso, sarebbe poter cambiare qualcosa senza doverlo toccare.<br>Togliere lo sporco senza doverci mettere le mani, in effetti sarebbe bello, perfetto e facile&#8230;<br>E in vero il processo naturale dei nostri cambiamenti, quello che avviene spontaneamente in noi quando cambiamo, non richiede necessariamente la nostra consapevolezza: dunque se ci affidassimo unicamente ai processi naturali di cambiamento, spesso avremmo la fortuna di rimanere nell\u2019alveo ideale della inconsapevolezza e potremmo assistere al mutamento in noi come assistiamo allo sbocciare del fiore, un processo naturale del quale essere spettatori.<\/p>\n\n\n<p><iframe style=\"border: 0; width: 100%; height: 120px;\" src=\"https:\/\/bandcamp.com\/EmbeddedPlayer\/album=211765981\/size=large\/bgcol=ffffff\/linkcol=0687f5\/tracklist=false\/artwork=small\/track=1598759622\/transparent=true\/\" seamless><a href=\"https:\/\/starsofthelid.bandcamp.com\/album\/the-effective-disconnect\">The Effective Disconnect by Brian McBride<\/a><\/iframe><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ci affidiamo unicamente alla spontaneit\u00e0 del cambiamento in noi, io credo, un po\u2019 per la nostra natura di esseri fragili sopravvissuti alla natura feroce del mondo grazie allo sforzo del nostro muscolo cerebrale (cos\u00ec inconsistente rispetto alla muscolatura scheletrica ma cos\u00ec efficace), e un po\u2019 non ci affidiamo alla naturalit\u00e0 del cambiamento perch\u00e9 vogliamo andare oltre la natura stessa, appunto, avendo necessit\u00e0 di superarla per non venir divorati dal mondo aggressivo e cannibale che ci circonda.<br>Per questo facciamo il massimo tesoro della nostra capacit\u00e0 di pensare ed elaborare con il nostro muscolo cerebrale, la cognizione, e proprio in questo abbiamo scoperto la consapevolezza.<br>La consapevolezza, intendo sia come capacit\u00e0 di vedere sorta dall\u2019uso costante e dall\u2019allenamento del muscolo cerebrale, e sia in quanto occhio che vede e vista che mi permette di manipolare col pensiero ci\u00f2 che desidero, ci\u00f2 che posso mettere a fuoco.<br>La consapevolezza in effetti \u00e8 un po\u2019 ovunque oggi e in tutti i campi essa viene indicata come la nostra massima espressione: gli sportivi lavorano sulla consapevolezza corporea, i danzatori anche, gli scienziati come Damasio, i medici, i politici, gli psicoterapeuti, gli insegnanti a scuola, gli assietenti sociali&#8230;. insomma tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi non pensiamo pi\u00f9 quindi solo sull\u2019onda delle sensazioni, delle emozioni urgenti e di quel che accade fuori da me e richiede una risposta, ma possiamo pensare anche rivolgendo volontariamente la nostra consapevolezza ad un oggetto interiore o esteriore per soffermarci su quello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando siamo in difficolt\u00e0 o a disagio o soffriamo e desideriamo il cambiamento, una pratica utile ed apparentemente semplice \u00e8 proprio questa: cercare di rivolgere la consapevolezza a ci\u00f2 che ci fa soffrire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lingua batte spontaneamente dove il dente duole, certo, ma per curare il dente occorre sapere se si tratta di un molare o di un incisivo, se si trovi nell\u2019arcata superiore o inferiore, a destra oppure a sinistra, altrimenti sento il dolore ma non so dove portare la cura.<br>Questo del dedicare attenzione e consapevolezza al proprio dolore o disagio, \u00e8 un passaggio che noi cerchiamo di evitare perch\u00e9 <a href=\"https:\/\/counselingsomatico.it\/index.php\/2025\/12\/19\/indietro-non-si-torna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">come dicevo<\/a>, l\u2019ideale sarebbe poter cambiare qualcosa senza doverlo toccare, assecondando il desiderio infantile di poter risolvere allontanandosi dal problema, correndo lontano dal fuoco che brucia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece il dolore o il disagio o il fastidio, richiedono proprio il contrario, cio\u00e8 sono inviti ad aumentare la propria consapevolezza.<br>E&#8217; infatti possibile verificare nella pratica che in vero si tratta proprio di questo: \u00e8 avvicinandosi al disagio ed al dolore che si innesca il cambiamento e alle volte \u00e8 addirittura dirimente la sola consapevolezza della questione.<br>In questa prospettiva, la consapevolezza \u00e8 una sorta di occhio quindi, che ci permette di vedere un oggetto e di sostare su di esso con la nostra attenzione, ricavandone una descrizione pi\u00f9 accurata e precisa grazie all\u2019ascolto delle sensazioni, delle emozioni, delle immagini e dei significati che questo ci suscita.<br>Occorre perci\u00f2 molta onest\u00e0 in questo esercizio di consapevolezza, e un certo coraggio umile per poter accogliere la descrizione della questione cos\u00ec come emerge dall&#8217;ascolto, rimanendo pi\u00f9 aderenti possibile alla verit\u00e0.<br>Tutto questo pu\u00f2 essere difficile, diciamo cos\u00ec, e perci\u00f2 un accompagnatore di fiducia pu\u00f2 essere di sostegno e di grande aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta che la persona sia consapevole in un buon grado del proprio disagio, dolore o problema, solo allora tutto il suo essere potr\u00e0 rivolgersi ad esso (consapevolmente e inconsapevolmente) cercando un modo per cambiare la situazione: qui spesso non \u00e8 tanto la volont\u00e0 o la determinazione ad essere efficace, quanto la semplice elaborazione profonda che fa maturare spontaneamente l\u2019evoluzione necessaria a risolvere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Puoi cambiare quindi solo quello che conosci, anche se sarebbe meglio dire che puoi cambiare solo quello che sei disposto a conoscere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se non vedi di che cosa si tratta, se non sai di che cosa si tratta davvero, sar\u00e0 difficile &#8220;afferrare&#8221; la questione per poterla cambiare, perch\u00e9 sar\u00e0 come andare alla cieca, per tentativi in una stanza buia.<br>Hai bisogno di sapere e perci\u00f2 di avere consapevolezza del tuo disagio o del tuo dolore, per poter dare inizio al cambiamento che ti \u00e8 necessario.<br>In questo, poter dare un nome alle cose, \u00e8 davvero essenziale.<br>Poterle descrivere a parole \u00e8 fondamentale perch\u00e9 anche se in s\u00e9 non risolve, questo ti permette di dare inizio al cambiamento orientando il tuo sguardo, il tuo sentire e tutte le tue energie e le tue capacit\u00e0 nella giusta direzione.<br>Incluse le energie e capacit\u00e0 di cui non sei ancora consapevole (un paradosso virtuoso quindi).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ideale, in un certo senso, sarebbe poter cambiare qualcosa senza doverlo toccare.Togliere lo sporco senza doverci mettere le mani, in effetti sarebbe bello, perfetto e facile&#8230;E in vero il processo naturale dei nostri cambiamenti, quello che avviene spontaneamente in noi quando cambiamo, non richiede necessariamente la nostra consapevolezza: dunque se ci affidassimo unicamente ai processi &hellip; 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